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Bibliografia:

"Il padiglione di Morandi nel Parco del Valentino a Torino: ipotesi di riuso e sistemazione del sito” Silvia Bergese, rel. Paolo Castelnovi, 1999

 

CHI L'HA PROGETTATO:
Opinioni di Morandi su...

(tratto dall'intervista con Claudia Donà)

L' Architettura
Il Contemporaneo
I Ponti
Le Decorazioni
Il Colore
Il Cemento Armato
La Città

 

 

Morandi e l'architettura

Claudia Donà: Non è strano per Roma che una persona sia nel suo studio alle 9 di mattina?

Riccardo Morandi: E' una mia abitudine.

Donà: Lavora molto?

Morandi: Si, è sempre stato così. Con il lavoro ho il rapporto del padrone con lo schiavo. Non è retorica: quando arriva un incarico è davvero il mio padrone, unicamente per questo desiderio di riuscire il meglio possibile. Forse perché non sono un uomo di facile espressività, di facile comunicatività, sia nello scrivere che nel disegnare. Insomma, sono un uomo di difficile costruzione.

Donà: Che cosa vuol dire?

Morandi: Nel senso che la prima idea magari si dimostra la migliore ma poi vengono tanti dubbi, si diventa timidi verso se stessi, gli altri, l'opera. E' difficile che mi capiti di dire: è una bellissima cosa, come sono bravo. Viceversa è tutto tormentato. Ma c'è una ragione.

Donà: Qual è?

Morandi: Sono un uomo che è entrato nel campo dell'architettura dalla porta di servizio. A un certo momento gli altri si sono accorti che facevo architettura. Ma gli altri.

Donà: Prima di lei?

Morandi: Si, io ho cominciato facendo l'ingegnere, ho sempre avuto una mentalità con i piedi per terra. Non concepisco il mio mestiere senza una concretezza, una attenzione al rapporto economico, al servizio sociale dell'opera. Inconcepibile, secondo me, è una sfasatura. Questo atteggiamento è stato talmente forte che a un certo momento mi sono detto: io sono un ingegnere, sono un operatore. Poi qualcuno ha cominciato a parlare di architettura, ma io ho avuto sempre la sensazione di essere un dilettante in architettura. Questo ha determinato un ingresso difficile, da un pertugio.

Donà: Dalla <<porta di servizio>>. Ma oggi che cosa si sente, più un architetto o più un ingegnere?

Morandi: Non lo so, non capisco più niente. Convivono queste due anime.